Nel percorso che porta alla nascita di Libra la criptovaluta di Facebook, emergono sempre nuovi problemi e ostacoli da superare.

In queste settimane infatti Simon Morris, Head of Product della Libra Association, ha abbandonato il progetto della Libra Association, dopo solamente cinque mesi dalla sua adesione al progetto.

La Libra Association è un’associazione senza fini di lucro nata per gestire il network di Libra, la stablecoin di Facebook.

Secondo altre notizie sembra che anche alcuni dei major partners del progetto Visa, Mastercard, PayPal e Stripe non siano più certe di voler partecipare al progetto di Facebook.

Voci di corridoio hanno fatto sapere che le reazioni negative da parte degli organi di regolamentazione, ha preoccupato in maniera forte queste aziende, preoccupate del fatto che un potenziale legame con la criptovaluta di Facebook possa recare danno alla loro reputazione.

Sempre attraverso voci non confermate, sembra che dei senatori Americani abbiano inviato una lettera a Visa, Mastercard e Stripe, avvertendo le aziende che la loro adesione alla Libra Association potrebbe avere ingenti ripercussioni giuridiche.

A questo si aggiunge la causa da parte di Finco Services per il logo che Facebook utilizza per il suo token Libra.

Le accuse di Finco Services a Facebook sono violazione del marchio, concorrenza sleale e “falsa denominazione di origine”.

Finco Service fornisce servizi bancari online tramite un’app mobile, ed è conosciuta con il nome di Current.

Il design della criptovaluta di Facebook contiene di base dei pattern a onda, ma il logo in particolare è praticamente identico a quello usato da Finco per la sua app Current e anche per le sue sue carte di debito.

Per finire Il 23 ottobre, Mark Zuckerberg deporrà davanti alla commissione dei servizi finanziari della Camera dei rappresentanti americani in merito proprio al progetto Libra.

“An Examination of Facebook and Its Impact on the Financial Services and Housing Sectors.” questo il nome dell’udienza a cui parteciperà il boss di Facebook.

C’e infatti un progetto di legge americano, “Keep Big Tech Out of Finance Act”, pensato appositamente per vietare alle grandi aziende tecnologiche di ottenere una licenza di istituto finanziario negli Stati Uniti.

“Il disegno di legge proibisce alle grandi piattaforme di utility, come Facebook, di diventare qualificate, autorizzate o registrate come istituti finanziari statunitensi (ad es. Come banche sostenute dai contribuenti, fondi di investimento e borse) o altrimenti diventare affiliate a tali istituti finanziari.”

Questo quanto riportato nella presentazione dell’udienza del 23 Ottobre.

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